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“VOI CHE CERCATE?”
RISPONDENDO ALLA CHIAMATA DI GESÙ
In questo stiamo affrontando e meditando a fondo su quanto sia importante il
discepolato, ovvero che la nostra vita sia trasformata e che noi seguiamo realmente
Cristo Gesù, questo è il discepolato, la ricerca di una vita rinnovata.
La nuova nascita è ciò che fa la differenza tra vivere unicamente una religione cristiana,
e quello che davvero Dio desidera: una reale relazione con ciascuno di noi.
Nel dizionario Treccani Relazione è definita così:
Connessione o corrispondenza che intercorre, in modo essenziale o accidentale, tra due
o più enti (oggetti e fatti, situazioni e attività, persone e gruppi, istituzioni e categorie,
fenomeni, grandezze, valori, ecc.).
Con riferimento a persone o a gruppi, come rapporto, legame o vincolo reciproco.
In Giovanni 1:35-51 vediamo l’inizio del cammino di alcuni discepoli di Gesù. Andrea e
un altro giovane, erano inizialmente seguaci di Giovanni Battista e, come lui,
aspettavano la manifestazione del Figlio di Dio, di il Battista aveva testimoniato e
preparato la Via.
Ora la Via era pronta, il Figlio di Dio stava passando e Giovanni lo testimoniò ai suoi
discepoli “Ecco l’Agnello di Dio”, Colui mediante il quale saremo giustificati, lavati da
tutti i nostri peccati!
Così questi 2 discepoli di istinto, senza pensarci 2 volte, iniziarono a seguire Gesù.
Gesù, accortosi della loro presenza, per prima cosa rivolge loro una domanda netta e
precisa, a brucia-pelo: “COSA CERCATE?”.
Notiamo che Gesù non lascia mai nulla di sottinteso: quando un cieco andava da Lui, o
quando si trovava davanti ad un lebbroso, spesse volte saggiava la loro fede, la loro
motivazione e rivolgeva una domanda di questo genere.
La domanda che fece a questi 2 ex discepoli di Giovanni non è “Chi cercate”, ma “Che”,
ovvero, “cosa cercate” (“tì zeteìte;” in greco).
Che cercate? Il verbo “zeteo” ci parla di una ricerca profonda, calda, intensa,
appassionata di qualcosa. È lo stesso verbo che noi ritroviamo nel passaggio in cui
Gesù disse (Matteo 6:32): “Cercate prima il Regno di Dio e ogni altra cosa vi sarà
sopraggiunta
”, frase che quindi si può leggere anche “Desiderate prima ardentemente
il Regno di Dio”!
“Che cercate” significa: “Volete semplicemente avere fama, siete in cerca di solo pane
e cibo materiale, cercate qualcosa di interessante sotto il profilo intellettuale/
culturale, la moltiplicazione del danaro, o cercate davvero il Figlio di Dio?
Quei due discepoli avevano una santa motivazione, sapere di più di Gesù, e furono premiati, perché quel giorno poterono stare tutto il giorno con Lui! Che meraviglia stare con il Figlio di Dio tutto il giorno chiusi in casa a parlare ed a ricevere da Lui direttamente le Parole di Dio! Presi da questa gioia fervente di essere stati con Gesù andarono presto da Pietro e da Natanaele a dirgli “Abbiamo trovato il Messiah!!!”. Natanaele era un po’ scettico. Viveva fondamentalmente sicuro nella sua religione… non realmente soddisfatto, ma aveva le sue convinzioni, e una di queste era che Gesù non poteva venire da Nazareth. Ma Lui non sapeva i retroscena della vita di Gesù, ovvero che Lui era realmente nato a Betlemme, come profetizzato dai Isaia. Ecco quanto sono dannosi i pregiudizi. Pregiudicano che noi possiamo conoscere davvero Gesù, perché siamo convinti della nostra idea, e non andiamo alla sostanza più profonda di Gesù. Ma Natanaele si lascia convincere quanto meno a provare ad andare a conoscere questo presunto Messia. Gesù non esita a dargli dimostrazione della onniscienza di Dio: ha avuto in quel momento una parola di sapienza, ha visto nello Spirito Natanaele seduto sotto il fico e gliel’ha detto. Questo ha dimostrato la presenza dello Spirito di Dio in Gesù, ma anche che si trovava davanti ad un’opera soprannaturale che proveniva da Dio. Natanaele si arrende subito: “Maestro, Tu sei il Figlio di Dio, il Messia, Colui che doveva venire!”. In lui c’era questa ricerca, ma era fermata dal pregiudizio, che bloccava la sua fede salvifica. Nell’A.T. ci sono molti esempi di chiamate meravigliose rivolte da Dio, o direttamente (Mosé) o attraverso i Suoi unti, una di queste è la chiamata di Eliseo. In 1° Re 19:19-21 leggiamo della chiamata di Eliseo. L’Eterno indicò ad Elia questo giovane come prosecutore della sua opera profetica in servizio del popolo e comandò ad Elia di ungerlo e di discepolarlo. Elia, così, giunse ad Abel-Meholah e vide Eliseo, giovane di buona famiglia, obbediente, timoato di Dio e delle autorità, mentre arava i campi del padre. Dio aveva visto il cuore di questo ragazzo, un cuore disponibile, un cuore ben disposto verso l’Eterno, pronto ad investire la Sua vita per il piano di Dio. Così Elia gli passò vicino e gli strisciò addosso il suo mantello. Il mantello ha molti significati simbolici: esso segue la persona, copre la persona, così questo simboleggiava un invito a seguirlo. Il mantello simboleggia la gloria di un re, di un condottiero, la sua autorità, e il fatto che fosse stato gettato su Eliseo fu invito a seguirlo e, quindi, anche ad iniziare a servirlo, in sottomissione. Sottomissione significa sotto-mitto, mettersi sotto la visione, seguire la visione. L’autore del Libro dei Re non ci dice molto su Eliseo in questa fase, ma gli eventi, la sua risposta alla chiamata e altre cose ci testimoniano della prontezza del suo cuore a rispondere alla chiamata di Dio. Eliseo chiese solo di poter baciare i propri genitori prima di partire, poi salutò i propri amici, offrì un olocausto (sacrificio di ringraziamento a Dio per la chiamata che aveva ricevuto), e si mise “al servizio” di Elia come suo discepolo. Anche Gesù, il Figlio di Dio, un giorno ci è passato vicino, o forse ci sta passando vicino e mettendo il Suo mantello addosso, invitandoci a seguirLo, a servirLo. Quello che cambia la storia della nostra vita è come noi rispondiamo a questa chiamata. Nella Parola abbiamo molti esempi di come uomini di Dio hanno risposto alla chiamata dell’Eterno. Guardando agli esempi di Abramo, di Mosé, Samuele, Davide, Salomone, dei profeti maggiori e minori, poi nel NT alla chiamata dei 12 discepoli e degli altri discepoli, e vediamo che le risposte che sono state date da questi uomini sono state le più disparate. Alcuni hanno obbedito subito, ma portandosi dietro qualcosa che non dovevano, tipo Abramo; alcuni hanno prima opposto mille eccezioni prima di accettare e piegarsi, come Mosé (“ma io non so parlare, io sono un ragazzo, il popolo non mi crederà, non mi obbedirà”), ma alla fine hanno obbedito alla chiamata e Dio li ha onorati e ha confermato la Sua promessa! I 12 discepoli raccolsero la chiamata di Gesù, alcuni lasciando subito le reti, qualcuno oppose un po’ di resistenza, tipo Natanaele, una resistenza di tipo razionale e religioso, ma davanti alla dimostrazione dello Spirito Santo, della parola di conoscenza che Gesù gli diede, si arrese subito! I Farisei, gli Scribi e le altre categorie esperte non compresero questa chiamata, non compresero la salvezza in Gesù, quindi non la raccolsero. A cosa ci chiama Gesù? Ad avere tutti un appartamento piano attico in centro storico a Roma o una Bugatti parcheggiata in garage?  Non di certo, anche se Lui provvede e provvederà sempre per i Suoi figli il pane quotidiano! “I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e ciononostante morirono!”, c’è scritto
in Giovanni 6:27, ma voi adoperatevi per il cibo che non perisce!
Dio Padre ha voluto anzitutto donarci la vita, vita vera, interiore, una gioia ineffabile,
la gioia di essere figli Suoi, di essere destinati al cielo!

Diverse volte, nelle sue predicazioni pubbliche, Gesù ha usato le parole: “Chi crede in
me” e proprio nel Vangelo di Giovanni osserviamo un crescendo:
Giovanni 6:25-27, 32-35 “Chi crede in me non avrà mai più fame e mai più sete”, ma
voi “adoperatevi per il cibo che non perisce, ma che dura in vita eterna”.
Giovanni 6:47 – “Chi crede in me HA VITA ETERNA!”,
Giovanni 7:38 – “Chi crede in me da dentro di lui SGORGHERANNO FIUMI di acqua
viva”,
Giovanni 14:12 – “Chi crede in me FARÀ ANCH’EGLI LE OPERE CHE IO FACCIO”!
Come si realizza questo?
Nella vita di Eliseo questo si è realizzato.
Dopo aver seguito Elia, è arrivato il tempo della dipartita del profeta, una dipartita
meravigliosa, annunciata con gioia, perché Elia viveva ogni giorno nella presenza del
Padre.
Ma Eliseo – discepolo meraviglioso! – non si distaccava mai da Elia, lo seguì passo-
passo, fino a quando l’Eterno lo prese, rapendolo su un carro di fuoco trainato da
cavalli di fuoco!
In 2° Re 2:1-14 vediamo il cuore del discepolo Eliseo: cosa desiderava maggiormente?
Non beni a sazietà, non una Bugatti, ma una sola cosa: una unzione, una potenza 2
volte superiore a quella di Elia, e Dio visto il suo cuore gliela accordò, perché era un
desiderio santo!
Cosa chiese Salomone all’Eterno all’inizio del suo regno?
Sapienza per poterlo servire come re su Israele. Cosa ottenne dall’Eterno? SAPIENZA
Più TUTTO IL RESTO!!!!!!! Una ricchezza talmente abbondante come non ce ne fu mai
più nella storia dell’uomo!
Così, quando Elia fu rapito, il suo mantello, la sua stessa unzione, potenza, cadde dal
cielo su Eliseo.
Gesù cosa ha fatto quando è asceso al cielo? Il suo tempo sulla terra era finito, ma ha
riversato su noi la Sua potenza ed autorità, che deriva dallo Spirito Santo di Dio, di cui
Gesù era pieno! Quella stessa pienezza ora è su di noi.
Eliseo ha ereditato questa pienezza, questa potenza, l’autorità dello S.S. in
conseguenza di un cuore di discepolo, pronto a seguire Elia, e alla stessa maniera noi
se siamo pronti a seguire Gesù, lasciando indietro le cose che ci fanno gola, sapendo che l’Eterno ci provvederà sempre il necessario con abbondanza, erediteremo tutta la pienezza della potenza dello Spirito Santo, da dentro noi sgorgheranno fiumi di acqua viva e faremo le stesse opere che Egli ha fatto, anzi di maggiori, come Gesù ha promesso! Se Gesù sta passando vicino a te e senti il tuo cuore ardere per la Sua Parola, credi ed ascolta la Sua chiamata, seguiLo, non per ricevere dei benefici materiali, non per il desiderio di pane, ma perché Egli ci ha donato anzitutto il REGNO!! Tutto il resto sarà sopraggiunto. Solo, ascolta la chiamata, sottometti la tua vita a Lui, e presto raccoglierai il mantello dell’unzione dello Spirito Santo. Questo vuol dire che non solo otterrai anche tutto il resto, ma anche che Dio farà sgorgare fiumi d’acqua viva da te e tu farai opere come quelle di Gesù. Questa è la potenza del Corpo di Cristo, della Chiesa di Dio, a questo noi siamo vocati, chiamati! Questo è il dono meraviglioso di Dio!

Source: http://www.movimentocristianoveneto.it/sito/images/PDF/Rispondendo%20alla%20chiamata%20di%20Gesu%20.pdf

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Indicatiestel ing voor pal iatieve sedatieH.W.M. (Marleen) van Casteren, Francis M. Mensink, Jeroen E.J. Fokke, Carel M.M. Veldhoven en Henriëtte l. Kodde Dames en Heren, Palliatieve sedatie is een medische behandeling in de stervensfase bij ondraaglijke, onbehandelbare sympto-men. In 2005 werd de KNMG-richtlijn ‘Palliatieve seda-tie’ uitgebracht; in 2009 werd deze herzien om actuele

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GLI INVESTIMENTI ITALIANI IN ROMANIA Considerando il numero di nuove imprese a partecipazione estera (dati del Registro del Commercio), nel 2012 sono state registrate in Romania 6.384 nuove aziende, portando a 185.791 il numero totale di imprese estere dal 1991. Al 31 dicembre 2012, secondo i dati dell'Ufficio del Registro Nazionale del Commercio, erano registrate complessivamente 34.185 imp

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